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Meno paura di cadere, più fiducia nel camminare: in AltaVita-IRA c’è il Programma Otago

09/07/2026 06:56

Il Servizio di Fisioterapia di AltaVita-IRA sta adottando uno dei protocolli più accreditati al mondo per la prevenzione delle cadute negli anziani. Un programma scientifico, personalizzato, condotto da fisioterapisti esperti in sessioni di gruppo per i nostri ospiti. (VIDEO)

Tutto inizia da una parola che spaventa: caduta

Nella vita di una persona anziana — e in quella dei suoi familiari — poche parole evocano tanta preoccupazione quanta ne porta questa: caduta. Non per fragilità emotiva, ma per una ragione concreta e documentata: le cadute sono una delle principali cause di perdita di autonomia negli anziani, con conseguenze che spaziano da traumi lievi a fratture che richiedono interventi chirurgici, lunghi percorsi di riabilitazione e, nei casi più gravi, cambiamenti permanenti nelle abitudini quotidiane e nel livello di autonomia residua.

Una domanda pressante, cui il Servizio di Fisioterapia di AltaVita-IRA si propone di rispondere adottando il protocollo Otago. Uno strumento – tra gli altri – che si propone di ridurre questo rischio in modo sistematico, misurabile e sostenibile per le persone anziane che vivono nelle nostre strutture.

Un protocollo nato in Nuova Zelanda, adottato nel mondo

Il Programma Otago prende il nome dall’Università di Otago, a Dunedin, in Nuova Zelanda, dove è stato sviluppato nei primi anni Novanta da un’équipe di ricercatori. Nasce come risposta a un problema riconosciuto globalmente: con l’avanzare dell’età, la muscolatura degli arti inferiori si indebolisce, l’equilibrio si riduce, e il rischio di cadere — anche in situazioni banali come alzarsi da una sedia o percorrere un corridoio — aumenta in modo significativo.

Il programma è oggi adottato in decine di paesi e la letteratura scientifica internazionale ne documenta in modo consistente l’efficacia nella riduzione sia della frequenza delle cadute che della gravità dei traumi conseguenti (alcuni studi la fanno arrivare al -35%). Non si tratta di ginnastica generica: è un protocollo strutturato, con una logica clinica precisa e strumenti di valutazione validati.

Come funziona, concretamente, nelle strutture di AltaVita-IRA

Il fisioterapista non apre semplicemente una porta e fa accomodare chiunque voglia fare un po’ di esercizio. Il Programma Otago parte da una valutazione individuale: ogni potenziale partecipante viene osservato e valutato secondo criteri definiti — la capacità di camminare autonomamente o con l’aiuto di un ausilio, un livello cognitivo adeguato alla comprensione degli esercizi, la motivazione alla partecipazione, e un profilo di rischio di caduta che giustifichi l’inserimento nel programma.

Chi rientra nei criteri inizia un percorso che prevede sedute da 45 minuti, due volte a settimana, in piccoli gruppi. Le sessioni seguono una struttura progressiva: si parte da un riscaldamento, si prosegue con esercizi di rinforzo muscolare degli arti inferiori — utilizzando pesi da caviglia calibrati sulle capacità di ciascuno — e si passa poi agli esercizi di equilibrio: piegamenti sulle ginocchia, cammino su percorsi guidati, movimenti laterali, alzarsi dalla sedia, gestione di piccoli dislivelli come le scale.

Niente è lasciato al caso: la progressione degli esercizi viene aumentata nel tempo in base ai progressi di ogni singolo ospite, e la presenza costante del fisioterapista garantisce non solo la correttezza del gesto, ma anche la sicurezza durante ogni momento dell’attività.

La scelta che fa la differenza: dal singolo al gruppo

Il Programma Otago nasce come trattamento domiciliare individuale. Ad AltaVita-IRA abbiamo scelto di riadattarlo in formato di gruppo, all’interno delle nostre strutture. È una scelta che non è solo organizzativa: è supportata dalla ricerca più recente, che mostra come il formato collettivo aumenti l’efficacia del protocollo — e non è difficile capire perché.

Chi si allena in gruppo non è solo: vede gli altri farcela, si incoraggia, crea relazioni. Il momento terapeutico diventa anche un momento sociale. La fisioterapista coordina, osserva, corregge, motiva — ma tra gli ospiti si crea qualcosa che va oltre il gesto fisico: una forma di complicità, di confronto, di appartenenza. Tutto questo ha un peso reale sui risultati.

Come misuriamo i risultati

Il Programma Otago non si accontenta di “sembrare utile”: i suoi risultati si misurano. All’inizio del percorso, e con cadenza trimestrale, ogni partecipante viene valutato attraverso due scale validate internazionalmente:

  • la Scala Tinetti, che misura l’equilibrio e le capacità deambulatori della persona;

  • la Scala Morse, che valuta il rischio di caduta e lo classifica in tre livelli: basso, moderato, alto.

Queste valutazioni periodiche permettono al fisioterapista di capire se il programma sta producendo i risultati attesi, di adattare gli esercizi in base all’andamento individuale, e di documentare nel tempo l’evoluzione del profilo di rischio di ciascun ospite. Non si tratta di un’attività che si avvia e si lascia scorrere: è un percorso monitorato, con dati, con numeri, con responsabilità professionali precise.

Cosa cambia davvero nella vita degli ospiti

I dati e le scale di valutazione sono fondamentali. Ma c’è qualcosa che i numeri faticano a catturare completamente: il cambiamento nel modo in cui una persona si muove, si percepisce, affronta la propria giornata.

Un ospite che partecipa al Programma Otago lavora sulla forza delle gambe e sull’equilibrio, certo. Ma quello che cresce, settimana dopo settimana, è anche la fiducia. La fiducia nel fare un passo. Nel alzarsi da una sedia. Nel camminare lungo un corridoio senza aggrapparsi. Sono piccoli gesti che una persona senza problemi di mobilità dà per scontati, ma che per chi ha un’instabilità posturale rappresentano ogni giorno una negoziazione silenziosa con se stesso.

Restituire quella fiducia — e con essa un pezzetto di autonomia in più — è l’obiettivo più profondo del programma. Ed è per questo che il Servizio di Fisioterapia di AltaVita-IRA ha scelto di adottarlo e di portarlo avanti con rigore, continuità e la professionalità che contraddistingue il nostro approccio alla cura.

Il video: guardare per capire

Abbiamo girato un video direttamente durante le sedute del Programma Otago, nelle nostre strutture. Ci sono gli ospiti, ci sono i fisioterapisti, ci sono gli esercizi — e c’è la spiegazione, diretta e chiara, di cosa fa questo programma e perché funziona. Guardarlo è il modo migliore per capire di cosa stiamo parlando, molto più di mille parole scritte. Con un ringraziamento al Servizio di Fisioterapia di AltaVita-IRA per la collaborazione e alla professionista Serena Ragazzo per l’intervista e le delucidazioni che potete vedere nel filmato. Buona visione.

Guarda il video:

YouTube https://youtu.be/NViPQAjTRSg

Facebook: https://www.facebook.com/share/v/18tiGCxRHk/

Instagram: https://www.instagram.com/altavitaira/reel/DajzPqgx14M/

Padova, giovedì 9 luglio 2026


Note

AltaVita-IRA (Istituzioni Riunite di Assistenza) è un ente pubblico (IPAB) con sede in Piazzale Mazzini 14 a Padova. Gestisce il Centro Servizi Beato Pellegrino (390 p.l.), il Centro Servizi G.A. Bolis a Selvazzano Dentro (100 p.l.), il Pensionato Piaggi (60 p.l. per autosufficienti) e i Centri Diurni Monte Grande di Selvazzano e Casa Famiglia Gidoni in zona Terranegra (30 posti ciascuno). Complessivamente assiste quindi circa 600 anziani. Siti web: www.altavita.orgwww.altavitanews.it