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Il “Filo Giallo” che attraversa il tempo: le donne al centro, dal passato al presente

25/03/2026 10:27

Una visita alla mostra su Maria Bonino apre un percorso lungo tre mesi dedicato alla figura femminile

C’è una storia dentro la storia. È quella di Lauretta, ospite della Residenza Mimose del Centro Servizi Beato Pellegrino di AltaVita-IRA, che nei giorni scorsi ha partecipato all’uscita per andare a vedere una mostra fotografica a Padova. Una mostra sulla vita di Maria Bonino, medico pediatra che ha passato decenni a curare bambini in Africa con l’organizzazione Medici con l’Africa CUAMM — la stessa organizzazione con cui Lauretta, circa quarant’anni fa, operò come infermiera in diverse zone dell’Africa. E con cui, durante un convegno a Padova, incontrò di persona la dott.ssa Bonino.

Non è un dettaglio di colore. È il senso stesso dell’uscita: la storia esposta nei pannelli di una mostra incontra la storia vissuta da una persona anziana che quella storia l’ha sfiorata davvero. E questo incontro è possibile grazie a un progetto educativo — «Il Filo Giallo» — che ha avuto l’intelligenza di cercarlo.

La mostra e la sua protagonista

«Maria Bonino. La vita è la realizzazione del sogno della giovinezza»: così si intitola la mostra allestita fino al 29 marzo nel Chiostro dell’Ospedale Giustinianeo dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova, ingresso libero. Maria Bonino nasce a Biella nel 1953, si laurea in Medicina con il massimo dei voti e parte per la Tanzania per un mese di servizio missionario. Da quel momento la sua vita cambia: frequenta corsi di medicina tropicale e di lingua swahili, inizia a lavorare col CUAMM come responsabile del reparto di pediatria all’Ikonda Hospital in Tanzania. Seguiranno Burkina Faso, Uganda, Angola. Muore nel 2005, durante l’epidemia di Marburg ad Iringa, assistendo i malati.

La mostra, attraverso fotografie e testi, racconta questa dedizione silenziosa e tenace. La citazione che dà il titolo all’esposizione — scritta da Maria Bonino in una lettera dall’Africa — è già un manifesto: non eroismo, non eccezionalità, ma coerenza con un sogno coltivato fin da giovane.

Il Filo Giallo: perché, come, quando

L’uscita del 19 marzo non è nata per caso. È il primo appuntamento del progetto «Il Filo Giallo — Le donne dall’8 marzo al 2 giugno 2026», elaborato dal servizio educativo-animativo di AltaVita-IRA e condotto dalle educatrici Jessica e Chiara.

Il titolo nasce da un’immagine: un filo giallo — come le mimose, simbolo della Festa della Donna fin dal 1946 — che idealmente collega tutte le iniziative in programma tra l’8 marzo e il 2 giugno. Una data non casuale: il 2 giugno 1946, insieme al referendum istituzionale, si tennero le elezioni per l’Assemblea Costituente. Ma il primo voto femminile in Italia era già avvenuto tre mesi prima, il 10 marzo 1946, in occasione delle elezioni amministrative. Quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario.

Il progetto parte da questo anniversario per costruire un percorso di attività — uscite, letture, proiezioni, stimolazione attraverso l’arte, albi illustrati — che ponga la figura femminile al centro: non come tema astratto, ma come specchio in cui le ospiti possano riconoscersi, ricordare, raccontarsi. Molte di loro hanno vissuto quegli anni. Alcune potrebbero aver votato per la prima volta nel 1946. Tutte hanno una storia da portare.

L’uscita: otto ospiti, quattro residenze, un chiostro storico

Alla visita dei giorni scorsi hanno partecipato otto ospiti provenienti da tutte e quattro le residenze del Centro Servizi Beato Pellegrino — Rose, Tulipani, Mimose, Fiordalisi — accompagnati dalle educatrici Jessica e Chiara e dal caporeparto Luciano della Residenza Mimose. La scelta del Chiostro dell’Ospedale Giustinianeo come sede della mostra ha amplificato la valenza dell’uscita: uno spazio di cura storico, nel cuore della medicina padovana, per commemorare una donna che ha curato altri per tutta la vita.

Dopo la visita, il gruppo si è fermato al bar per un momento di socialità intenzionale, parte integrante dell’uscita, in cui le impressioni possono sedimentarsi in conversazione.

Da qui a giugno

«Da qui a giugno ci saranno altre attività collegate al progetto», scrivono Jessica e Chiara nel resoconto dell’uscita. Le prossime tappe del Filo Giallo sono in corso di definizione, ma il filo — sottile, giallo, tenace come le mimose — è già teso.

La mostra “Maria Bonino” è visitabile fino al 29 marzo 2026 al Chiostro dell’Ospedale Giustinianeo, Azienda Ospedaliera-Università di Padova, Via Ospedale Civile 3651, Padova. Ingresso libero, ore 8-21.

Padova, mercoledì 25 marzo 2026