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Emozioni come cura: al Bolis un progetto che porta al centro la persona

13/05/2026 11:50

Un percorso settimanale di stimolazione emotiva, condotto da educatrice e psicologa insieme, sta trasformando il lunedì mattina di una quindicina di ospiti della residenza. Non si tratta solo di svago e dialogo. Ma di qualcosa di più profondo.

Ogni lunedì mattina, al Centro Servizi Giusto Antonio Bolis di Selvazzano Dentro — una delle strutture di AltaVita-IRA, l’istituzione padovana che assiste oltre 600 anziani tra residenze e centri diurni — una quindicina di ospiti si ritrovano in cerchio. Accanto a loro, ogni volta, un’educatrice e una psicologa.

Non è un’attività di intrattenimento. È, a tutti gli effetti, un progetto terapeutico.

Cosa succede in quel cerchio

Il Progetto Benessere Emotivo Anziani è un percorso strutturato — dodici incontri da aprile a luglio 2025, un’ora ciascuno — che nasce da una premessa tanto semplice quanto spesso trascurata: le emozioni non sono accessorie alla cura della persona anziana. Ne sono parte fondante.

Lo dice la letteratura scientifica, citata nel documento progettuale che guida il lavoro: le capacità cognitive — attenzione, memoria, apprendimento — si potenziano quando ciò che si apprende ha un valore emotivo per la persona. Come ha scritto Mammarella (2011), “nell’invecchiamento c’è un miglioramento e una riattivazione cognitiva quando entrano in gioco variabili di tipo emotivo”.

Da questa consapevolezza nasce un gruppo chiuso e selezionato, composto da residenti ancora capaci di esprimere opinioni e punti di vista personali, individuati attraverso i Piani Assistenziali Individualizzati. Un gruppo che lavora in profondità, con continuità, con metodo.

Il filo dei colori e la stagione come sfondo

Nelle settimane più recenti, con l’arrivo della bella stagione, il gruppo si è spostato all’aperto, nel giardino della struttura. Il percorso ha seguito il filo dei colori, primo fra tutti il verde.

Nel primo incontro dedicato a questo tema, gli ospiti hanno condiviso liberamente le proprie associazioni: c’è chi ha parlato del giardino, delle foglie, della primavera appena arrivata; chi ha evocato il “verde speranza”; chi ha riconosciuto fiori e piante presenti attorno a loro. Un esercizio sensoriale che è anche un atto di orientamento nel presente.

Nell’incontro più recente, il tema del verde ha portato ai giochi di una volta, quelli fatti all’aperto, nelle strade e nei cortili dell’infanzia. E la sessione si è conclusa con il classico telefono senza fili: le frasi da sussurrare all’orecchio del vicino erano quelle della memoria collettiva — “la palla è finita nel giardino del vicino”, “al tiro alla fune vinceva sempre la mia squadra” — e il giardino si è riempito di risate.

La doppia competenza che fa la differenza

Un elemento distintivo di questo progetto è la presenza congiunta di educatrice e psicologa ad ogni incontro.

Non è un dettaglio organizzativo. È una scelta metodologica precisa, che riflette la filosofia assistenziale di AltaVita-IRA: quella di un approccio a “ciclo continuo” in cui le dimensioni educativa, psicologica e sanitaria non sono compartimenti separati, ma si integrano in una visione unitaria della persona. Insieme costruiscono uno spazio in cui ogni ospite può sentirsi accolto, compreso, valorizzato.

Cosa si cura, davvero

Gli obiettivi del progetto sono: promuovere il senso di sé, sostenere i legami interpersonali, prevenire il disagio psicologico, favorire l’integrazione nell’ambiente di vita, stimolare le capacità comunicative e la teoria della mente, coltivare l’intelligenza emotiva.

Ma al di là del linguaggio tecnico, quello che accade ogni lunedì mattina in quel cerchio è qualcosa di più immediato e visibile: persone anziane che si sentono ancora protagoniste. Che ridono, che ricordano, che si emozionano. Che hanno qualcosa da dire e qualcuno che le ascolta.

In un contesto di fragilità come quello di una residenza per non autosufficienti, questo non è un accessorio. È cura.

Il Progetto Benessere Emotivo Anziani è promosso dal Servizio Educativo e dal Servizio Psicologico di AltaVita-IRA.



Padova, 13 maggio 2026




AltaVita-IRA (Istituzioni Riunite di Assistenza) è un ente pubblico (IPAB) con sede in Piazzale Mazzini 14 a Padova. Gestisce il Centro Servizi Beato Pellegrino (390 p.l.), il Centro Servizi G.A. Bolis a Selvazzano Dentro (100 p.l.), il Pensionato Piaggi (60 p.l. per autosufficienti) e i Centri Diurni Monte Grande di Selvazzano e Casa Famiglia Gidoni in zona Terranegra (30 posti ciascuno). Complessivamente assiste quindi circa 600 anziani. Siti web: www.altavita.orgwww.altavitanews.it