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“Caffè Passo Fiorine”: il Bolis festeggia 15 anni e gli ospiti battezzano il bar

13/06/2026 06:32

Una mattinata di sole, un giardino pieno, le istituzioni del territorio e i ricordi di chi costruì questa RSA. Il 13 giugno 2026 il Centro Servizi Giusto Antonio Bolis di Selvazzano Dentro ha celebrato il suo quindicesimo anniversario con una festa aperta alla comunità.


Quindici anni fa, nel giugno del 2011, si aprivano per la prima volta le porte del Centro Servizi Giusto Antonio Bolis. Stamattina, nello stesso giardino dove allora tutto cominciava, si è festeggiato. E lo si è fatto al meglio: sole, tutte le sedie occupate, palloncini bianco-rosso-verdi, un “15” argentato tra le fronde, e una conduttrice — Ilaria Marchiori — che ha tenuto i fili di una mattinata ricca e partecipata.

Il giardino, il palco, la comunità

Il Presidente di AltaVita-IRA Stefano Bellon ha aperto la cerimonia davanti a un pubblico di invitati, ospiti in carrozzina e famiglie, operatori e volontari delle associazioni AVo e San Vincenzo, e un parterre istituzionale di grande rilievo. Bellon ha ricordato la scelta coraggiosa e di responsabilità attuata 15 anni fa, e l’importanza cruciale per il territorio della struttura di Selvazzano. Sono poi intervenuti, tra gli altri: Gino Gerosa (Assessore regionale alla Sanità), Enoch Soranzo (Presidente VI Commissione del Consiglio regionale del Veneto), Diego Bonavina (assessore del Comune di Padova, Patrizia Benini (Direttore Generale ULSS 6 Euganea). Ha portato la sua testimonianza Tino Bedin, Presidente di AltaVita-IRA dal 2006 al 2014.

Hanno preso la parola: Gino Gerosa, Assessore alla Sanità e alla programmazione sociosanitaria della Regione Veneto (in rappresentanza anche del Presidente della Regione Stefani), Enoch Soranzo (Presidente della VI Commissione del Consiglio regionale del Veneto), la Vicesindaca di Selvazzano Dentro Raffaella Allocca (in rappresentanza del Sindaco Piron), l’Assessore del Comune di Padova Diego Bonavina (in rappresentanza del Sindaco Giordani), il Sindaco di Torreglia Marco Rigato, Francesco De Agostini (per la Fondazione CARIPARO), Patrizia Benini (Direttore Generale ULSS 6 Euganea) e Don Odilio Longhin in rappresentanza del Vescovo di Padova. È stata letta anche la lettera dell’Assessore regionale al Sociale Paola Roma, impossibilitata a partecipare.

Gli interventi hanno tratteggiato quindici anni di welfare territoriale, di collaborazione istituzionale, di investimento sulla cura delle persone anziane come pilastro della coesione sociale.

Chi c’era allora, chi c’è ancora

Poi il programma (intervallato con i brani musicali eseguiti da Le Trombettissime & Friends – musicisti del Conservatorio Cesare Pollini di Padova), ha ceduto la parola a chi il Bolis lo ha visto nascere. Il Senatore Tino Bedin, Presidente di AltaVita-IRA dal 2006 al 2014, ha ricordato le scelte, le sfide e le persone che resero possibile quella struttura. Ha preso la parola anche l’Arch. Striolo dello studio che progettò la struttura — premiata come best work al Premio Internazionale di Architettura “Barbara Cappochin” nel 2011.



Quindici anni in numeri: il bilancio sociale

Il Direttore Generale di AltaVita-IRA Adelaide Biondaro ha presentato i dati del bilancio sociale. Dal 2011 ad oggi il Bolis ha accolto 677 ospiti, con un’età media di 84 anni (il range attuale degli ospiti va dai 54 ai 107 anni di età). Sono 16 gli ospiti che nel corso di questi quindici anni erano centenari o lo sono diventati al Bolis; attualmente sono presenti due ospiti centenarie: Cecilia Fogarollo (101 anni) e Antonietta Maragno (107 anni). Il Comune di provenienza più rappresentato è Selvazzano Dentro (256 ospiti), seguito da Padova (137). Le ore di assistenza complessivamente erogate superano 1,6 milioni: 240.900 ore infermieristiche, le restanti di operatori socio-sanitari.

«Siamo orgogliosi di festeggiare il quindicesimo anniversario del Centro Servizi Giusto Antonio Bolis – ha ribadito Biondaro – Un grazie a tutti i lavoratori che operano all’interno del Bolis per l’apporto di cura nei confronti delle persone più fragili.»

Due ospiti storici premiati

Momento di grande intensità è stata la consegna delle targhe — affidata ad Alberto Barzaghi e Raffaella Buggio — a due ospiti presenti al Bolis fin dal primo giorno: la signora Silvana Paccagnella e il sig. Natale Colnati. Quindici anni di casa. Una piccola folla li ha applauditi a lungo.

Caffè Passo Fiorine: il nome lo hanno scelto loro

Il momento più atteso non era un discorso. Era una targa, coperta da un drappo arancione, appesa sopra il bancone del bar interno.

Il processo per arrivarci era stato lungo e partecipato: educatrici e operatori avevano interpellato uno ad uno gli ospiti del Bolis, raccogliendo una ricca rosa di proposte. Da quella prima consultazione erano emersi tre finalisti:

“Caffè Giusto” — perché è giusto prendersi un caffè, perché il caffè di quel bar è giusto nel senso di buono, e perché il nome è un omaggio a Giusto Antonio Bolis, a cui la struttura è intitolata.

“BarBò” — abbreviazione affettuosa di BarBolis, un nomignolo di casa.

“Caffè Passo Fiorine” — richiamo a un luogo ben conosciuto nel territorio: il Passo Fiorine, nella stessa area geografica del Centro, come il Monte Grande a cui è intitolato il Centro Diurno.

Ha vinto il numero 3. E quando la Vicesindaco del Comune di Teolo Graziella Quagliato — il Passo Fiorine è proprio nel Comune di Teolo — ha strappato via il drappo arancione davanti a istituzioni, familiari, operatori e ospiti trasferiti dal giardino all’interno, la scritta “Caffè Passo Fiorine” è apparsa tra gli applausi.

Un nome scelto dagli ospiti, svelato da chi amministra il territorio in cui quel Passo si trova. Un piccolo gesto che dice molto sulla filosofia di questa casa.

La mattinata si è conclusa con un brindisi. E la soddisfazione di chi sa di essere nel posto Giusto. Ogni riferimento al nome del Bolis è assolutamente intenzionale…

 



Padova, sabato 13 giugno 2026



Note

AltaVita-IRA (Istituzioni Riunite di Assistenza) è un ente pubblico (IPAB) con sede in Piazzale Mazzini 14 a Padova. Gestisce il Centro Servizi Beato Pellegrino (390 p.l.), il Centro Servizi G.A. Bolis a Selvazzano Dentro (100 p.l.), il Pensionato Piaggi (60 p.l. per autosufficienti) e i Centri Diurni Monte Grande di Selvazzano e Casa Famiglia Gidoni in zona Terranegra (30 posti ciascuno). Complessivamente assiste quindi circa 600 anziani. Siti web: www.altavita.orgwww.altavitanews.it