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Ospiti del Beato Pellegrino in “cattedra” al Leonardo da Vinci: ricordi di vita vissuta

12/03/2026 11:01

3 marzo 2026 — Prosegue il dialogo intergenerazionale tra AltaVita-IRA e l’istituto padovano: stavolta sono stati gli anziani ospiti ad andare a scuola, a dieci minuti a piedi dalla residenza (VIDEO)

C’è una foto che racconta tutto. Un gruppo di persone nell’atrio luminoso dell’I.I.S. Leonardo da Vinci di Padova: davanti, seduti su sedie e carrozzine, undici anziani ospiti del Centro Servizi Beato Pellegrino. Dietro, in piedi, educatrici e operatori di AltaVita-IRA. Ai lati, i banner blu della scuola. Tutti sorridono.

Quella foto è il punto di arrivo di un percorso iniziato a gennaio 2026, quando erano stati i ragazzi ad andare al Beato Pellegrino con canzoni e domande sulla memoria. Poi, il 3 marzo, i ruoli si sono invertiti: sono stati gli ospiti a mettersi in cammino per tornare tra i banchi di scuola.

La mattinata: dieci minuti a piedi, palloncini in dono e domande vere

La scuola dista appena dieci minuti a piedi dal Centro Beato Pellegrino — una vicinanza geografica che si è trasformata in scelta: chi ha raggiunto l’istituto in pulmino, chi ha preferito fare il percorso a piedi sotto i portici padovani, riappropriandosi del piacere semplice di camminare verso una destinazione che vale.

Ad aspettarli, in aula, c’era una classe preparata e motivata: i ragazzi della 1AS dell’indirizzo Professioni per la Sanità e l’Assistenza avevano strutturato presentazioni e domande su temi che attraversano un secolo di trasformazioni sociali — la famiglia ieri e oggi, gli stili educativi, i ruoli di genere, il matrimonio romantico e quello combinato, le regole e l’autorità domestica.

Gli ospiti hanno preso il microfono e hanno risposto con la forza dell’esperienza vissuta. Le immagini mostrano momenti toccanti: una signora anziana che parla al microfono tenuto da un’educatrice, un’altra che racconta con gli occhi bassi, concentrata, mentre accanto a lei un anziano signore ascolta in silenzio. Parole vere. Vissute. Non teoriche.

Al termine dell’incontro, i ragazzi avevano preparato un pensiero per i loro ospiti: palloncini colorati, che gli anziani si sono portati via con sé. La selfie scattata sotto i portici al rientro — palloncini rossi e azzurri in mano, sorrisi larghi — è forse l’immagine più bella dell’intera mattinata.

Perché funziona

Per i futuri operatori socio-sanitari, questa è formazione autentica: imparare ad ascoltare, riconoscere nell’anziano una biografia ricca di significati, capire che prendersi cura non è solo rispondere ai bisogni fisici, ma valorizzare l’altro come persona. Per gli ospiti del Beato Pellegrino, tornare in un’aula scolastica dopo decenni, essere ascoltati con rispetto da giovani curiosi, sentire che le proprie parole possono ancora insegnare: un’esperienza di riconoscimento umano dal valore terapeutico straordinario.

L’incontro si è concluso con una merenda condivisa. “Tutti gli ospiti e i ragazzi con i professori sono stati molto entusiasti”, raccontano le educatrici di AltaVita-IRA presenti. L’entusiasmo si vede nelle foto. Si sentirà nel video pubblicato sui nostri canali social e YouTube. Link: https://www.facebook.com/share/v/1KB3gzRJAj/
e
https://youtu.be/At78xoqZTi8

 

AltaVita-IRA conferma così una visione di cura che non si limita all’assistenza sanitaria e alberghiera, ma valorizza la dimensione relazionale, sociale, educativa della vita in residenza. Il progetto continua. E continuerà a dare frutti.



Padova, giovedì 12 marzo 2026